14/05/2018: il nostro viaggio alla scoperta delle montagne del marmo, le Apuane, ha inizio!
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I maestosi Ponti di Vara, un tempo tratta ferroviaria per il trasporto del marmo |
Le cave di Carrara, viste da lontano, appaiono, con il loro smisurato candore un grande tempio a cielo aperto.
E' lassù, alle pendici delle poderose Alpi Apuane, che io, con i miei compagni di corso I.F.T.S. (Tecnici di Sviluppo del Territorio) dell'Istituto Serindform, andremo.
Accompagnati dal nostro insegnante, Giacomo Rutili, l'artefice di questa straordinaria kermesse di esperienze legate dal fil rouge della pregiata materia bianca, di primo mattino, ci avviamo verso la prima tappa di quello che chiameremo #marbleexperience.
Scopriremo un percorso magico e cioè quello che l'opera della natura e dell'uomo hanno saputo tradurre in arte eccelsa, irripetibile: l'estrazione, il trasporto, la lavorazione del marmo, la sua esposizione e utilizzazione.
PRIMA TAPPA
#marbleexperience
#marbleexperience
Cave di Marmo Tours
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I mezzi di 'Cave di marmo Tours' |
Da questo maestoso museo all'aperto incastonato nel cuore delle Apuane, a bordo di due mezzi della Cave di marmo tours partiamo, a turni, in due gruppi da sei.
Io faccio parte del primo, ed impaziente ed eccitata, salgo sul 4X4 con i miei compagni.

Giunti alla Cava Castagnola ci fermiamo per una sosta. L'aria è gelida ed il vento trascina con sé pulviscolo bianco. E' carbonato di calcio micronizzato, lo scarto del marmo che, a blocchi, per mezzo dell'utilizzo del filo diamantato viene estratto.
Neanche a farlo apposta, proprio in quel momento, su uno dei 'terrazzamenti' del bacino, stanno staccando una bancata.
La nebbiolina è fitta, si odono boati in un quadro quasi surreale.
Come ho premesso, alle cave, si percepisce una dimensione particolare, sospesa, lontana dagli uomini che non conoscono la storia di queste comunità che hanno conosciuto, nei secoli, artisti come Michelangelo e che pur di fare arrivare l'oro delle Apuane, rischiavano la vita lungo le strette e ripidissime 'vie di lizza'.
E dopo le interessanti spiegazioni tecniche si sale, la guida ingrana le marce ridotte (indispensabili) e riprende il viaggio.
La formidabile esperienza del Marmo Tour va avanti!
Il panorama, che ascendendo a quote superiori si gode dal finestrino, è mozzafiato, così come tolgono il fiato i tornanti, numerosi e stretti, dai quali si vede l'abisso che accoglie le altre decine e decine di cave (in tutto sono 180, anche se quelle attive sono circa un centinaio).
Il mio battito cardiaco aumenta, mentre affacciandomi dal finestrino vedo questo......
E dopo la visita alle cave, ancora tutti eccitati per il tour, una volta fatto ritorno alla nostra 'base', veniamo invitati ad entrare in uno studio di scultura sito a fianco del parcheggio.
Fremo...sarà la prima scultura della mia vita!
SECONDA TAPPA
#marbleexperience
Il Laboratorio di Scultura
#marbleexperience
Il Laboratorio di Scultura
Guidati e seguiti da un Maestro scultore, cioè l'ottimo Marco Bonvini, come ho premesso, ecco che ci invitano, sempre a turni alternandoci con il tour cave) a provare un'altra straordinaria esperienza, sempre legata al fil rouge del marmo, ossia quella della SCULTURA.
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Marco Bonvini ci illustra la sua attività |
Emozionata, inforco occhiali di protezione, indosso i guanti e proteggo le orecchie con le cuffie, poi, dopo che Marco me ne ha illustrato il funzionamento avvio la mia piccola opera.
Mi sorprendo di me stessa, ma sento che è il marmo che quida le mie mani ed i miei strumenti...basta saperne seguire le strade; percorsi magici che già esistono nei suoi miracolosi tracciati. Ed alla fine, anche se non è un Canova, od un Michelangelo, ma un 'Debby', ecco che anche la mia creazione prende forma.
E sono felice di essermi sporcata di polvere bianca. Ne ho un po' anche nelle narici, ma neanche me n'ero accorta tanto era il mio livello di coinvolgimento!!
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Mi sorprendo di me stessa: riesco a scolpire!
TERZA TAPPA
#marbleexperience Colonnata
Scendiamo nel tipico e ameno paesino di Colonnata. Un folto gruppetto di vecchie case in pietra punteggiato di botteghe sparse qua e là.
Gli stomaci brontolano e a causa di un anomalo calo delle temperature ed il freddo punge. Cosa c'è di meglio, allora, che entrare in un'antica Larderia e gustarci un panino con il prelibato prodotto I.G.P. della zona? Una bella e paciosa signora già ci attende all'interno di questo caveau da veri gourmet. Lì in quelle stanze, da secoli i tranci di lardo vengono aromatizzati (con erbe del posto) e lasciati ad invecchiare nelle famose conche di marmo. La titolare ci illustra fasi di produzione e caratteristiche del prodotto; non passa molto che anche le nostre papille gustative possono assaporarlo in tutta la sua gustosa scioglievolezza.
Il Lardo di Colonnata, penso, merita la fama che si è conquistato nel tempo.
Le larderie sono numerose, punteggiano il paese, ma ciò che lo caratterizza è la chiesina che accoglie, nell'area antistante 'Il monumento al cavatore'. La nostra guida, Fabiana Lazzareschi, figlia del patron dell'omonima cava, simpatica ed affabile, ce ne illustra le caratteristiche. Alcuni dettagli mi commuovono.
Vita dura quella del cavatore...
QUARTA TAPPA
#marbleexperience
La città di Carrara
Si torna a bassa quota, nella capitale del marmo: Carrara.
In questa città incastonata ai piedi delle Apuane, l'oro bianco non ha mai smesso di attirare da tutto il mondo uomini dai nomi illustri: Canova e Michelangelo, giusto per citarne un paio. I miei compagni ed io, piacevolmente guidati dalla preparata guida Ludovica Matteucci,nonché speaker radiofonica, abbiamo l'occasione di calarci nei luoghi che più la caratterizzano: Piazza d'Armi, con la sua bella fontana sovrastata da una palla mossa dalla forza di un getto idraulico perpetuo. Successivamente ci muoviamo attraverso le strette viuzze orlate di antiche case e palazzi dai tipici colori squillanti e ornate, com'è ovvio che sia, da timpani, colonne, balaustre e ogni altra sorta di decorazioni in purissimo marmo bianco. Giunti in una piazza di modeste dimensioni ci viene mostrato il bellissimo Duomo di Sant'Andrea, con a fianco quella che i carraresi chiamano la statua de 'Il zigant'. In realtà trattasi di un Nettuno, tra l'altro rimasto incompleto. Dopo il Duomo approdiamo nella vasta e splendida piazza Alberica, definita anche 'il salotto' di Carrara. Piazza completamente ricoperta di lastre di marmo bianco e arricchiata, al centro, da un'imponente statua dedicata alla Duchessa Maria Beatrice d'Este. |
PROSSIMA TAPPA: LA FORMIDABILE MOSTRA DI GIGI GUADAGNUCCI.
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