
Una volta varcata la soglia della seicentesca Villa della Rinchiostra, a Massa, i miei compagni di viaggio (#marbleexperience tour) ci immergiamo in una dimensione che ci riserverà, stanza dopo stanza, opera dopo opera, un crescendo di emozioni.
Luci ed ombre, genialmente distribuite, si adagiano sulla pregiata materia bianca: il marmo di Carrara, sapientemente modellato con estro, dovizia e potente gusto artistico da GIGI GUADAGNUCCI.La candida pietra trattata dallo scultore apuano non parla, ma racconta e declama; seppure espressivamente dirompente, essa recita versi di una poesia delicata, come lo è il marmo che trasluce e che sfila dinanzi a noi.
Ho la pelle d'oca e
gli occhi ringraziano...
gli occhi ringraziano...
Forme leggiadre, apparentemente impalpabili, riproducono la gradevolissima e personale visione del Guadagnucci. I soggetti sono vari, anche se prevalgono elementi della natura, in particolare i fiori: magnolie e rose sono superbe!

Notevole impatto visivo, dinamismo, ma anche cura meticolosa dei dettagli caratterizzano le sculture ed i bassorilievi; sono opere singolari, geniali, uniche, proprio come inusuale è stata la vita di Gigi Guadagnucci, che abbandonata l'Italia nel 1939, approdò a Parigi, in Francia, e lì assorbì come una spugna l'essenza di movimenti artistici come l'Art Decò.

A Villa della Rinchiostra, Massa Carrara
Uno scrigno, per un grande tesoro:il Museo Gigi Guadagnucci
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