Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione

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lunedì 28 maggio 2012

Le mie gite colorate: Lerici





Debby 
Torno spesso e molto volentieri a Lerici, pittoresco ed accogliente borgo marinaro ligure; qui mi piace passeggiare attraverso i caruggi, curiosare al porticciolo, salire fino alla sommità della fortezza che domina l'abitato, ma soprattutto trovo molto rilassante sedermi sugli scogli e consegnarmi a quel bagno di odori e colori avvolgenti che questa terra sprigiona.
Lerici rappresenta, con la sua impronta aerea, ventosa e byroniana, un luogo che, una volta visto, ti s'incide dentro a fuoco, proprio come avvenne con quei poeti che, ancora giovani e provenienti dall'Inghilterra, trovarono in questi spazi, una fonte d'ispirazione altissima e innovatrice.
Ed è così che, mentre il mio sguardo si perde tra i gialli delle ginestre, i verdi dell'aloe ed il turchese delle acque cristalline, la mente mi disegna un Lord Byron a torso nudo, pronto a tuffarsi in quel mare che tanto egli amava e che per lui costituiva, al contrario dell'amico Shelley, non contemplazione, ma ardimento, energia.
Le imprese natatorie del noto Lord rappresentavano infatti, all'epoca veri e propri eventi, galoppate oceaniche, scorribande ventose ricordate oggi da lapidi, come quella di Portovenere che rammenta una traversata di Byron dal borgo delle Cinque Terre fino a Lerici!
Shelley, invece, come ho accennato, non era un nuotatore, ma in Liguria, dove per la prima volta apparve felice, s'immergeva nell'acqua nudo e, proprio a Lerici, aveva l'abitudine di rientrare in hotel in costume adamitico e con qualche alga ancora appiccicata addosso.

Terribili i ragazzi che amavano il vento (così venivano definiti)  e canaglia io che amo non solo, come loro, il vento che spira dal mare, ma anche rammentare  le loro trasgressive stranezze!






Comprensibile l'atteggiamento dei poeti Maudit,

poiché questi sono luoghi che sprigionano potente bellezza. 










In questo scorcio di Liguria, hanno trovato la nascita opere
che sono state in grado di cambiare il destino della poesia.





Villa Magni sorge sul lungomare di San Terenzo, un piccolo borgo limitrofo a Lerici. Edificata nel XVI secolo come monastero dei Padri Barnabiti, la sua importanza è legata al fatto di essere stata abitata, nel 1822, da Percy Bysshe Shelley e Mary Shelley.

In origine la villa con architettura ad arcate si affacciava direttamente al mare, fino al 1888, quando venne costruita l’attuale strada.



Vista dall'alto di uno scorcio dell'Isola Palmaria, di fronte a Portovenere: 
è da qui che prendevano il via le imprese sportive di Lord Byron.



Lines Written in the Bay of Lerici


by P.B. Shelley

She left me at the silent time
When the moon had ceas'd to climb
The azure path of Heaven's steep,
And like an albatross asleep,
Balanc'd on her wings of light,
Hover'd in the purple night,
Ere she sought her ocean nest
In the chambers of the West.
She left me, and I stay'd alone
Thinking over every tone
Which, though silent to the ear,
The enchanted heart could hear,
Like notes which die when born, but still
Haunt the echoes of the hill;
And feeling ever—oh, too much!—
The soft vibration of her touch,
As if her gentle hand, even now,
Lightly trembled on my brow;
And thus, although she absent were,
Memory gave me all of her
That even Fancy dares to claim:
Her presence had made weak and tame
All passions, and I lived alone
In the time which is our own;
The past and future were forgot,
As they had been, and would be, not.
But soon, the guardian angel gone,
The daemon reassum'd his throne
In my faint heart. I dare not speak
My thoughts, but thus disturb'd and weak
I sat and saw the vessels glide
Over the ocean bright and wide,
Like spirit-winged chariots sent
O'er some serenest element
For ministrations strange and far,
As if to some Elysian star
Sailed for drink to medicine
Such sweet and bitter pain as mine.
And the wind that wing'd their flight
From the land came fresh and light,
And the scent of winged flowers,
And the coolness of the hours
Of dew, and sweet warmth left by day,
Were scatter'd o'er the twinkling bay.
And the fisher with his lamp
And spear about the low rocks damp
Crept, and struck the fish which came
To worship the delusive flame.
Too happy they, whose pleasure sought
Extinguishes all sense and thought
Of the regret that pleasure leaves,
Destroying life alone, not peace!









10 commenti:

  1. Il vento di mare a me è sempre piaciuto, è una carezza agli occhi, al viso, ai pensieri, al cuore. Da ragazzo, quando c'era tramontana, andavo da solo o con gli amici, su una piccola scalinata a ridosso degli scogli. Mi sedevo ai gradini, fronte mare e mi facevo accarezzare dalla salsedine portata in volo dal vento. Poi fino a quando ho lavorato, rientravo a casa e percorrevo una stradina, posta direttamente sulla costa di pietre e scoglie, per respirare il mare in quiete o in burrasca, facendo il pieno di rumori, di colori e di odori. Ancora oggi, anche se abito lungo un tratto diverso di mare, nel quotidiano, il mare non mi può mancare. E a volte scrivo qualche verso, direttamente sul telefonino.
    Buon mare, cara Debby!

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    1. Allora sei anche tu un ragazzaccio alla Byron che ama il Libeccio, o il Maestrale: niente di più suggestivo e tonificante caro Cosimo!
      Oltretutto, come accenni tu, colori, odori e suggestioni marine sono fonte di grande ispirazione:-)

      Buona giornata di onde e salsedine!
      Debby

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  2. Amo da morire la Liguria. Le sue coste mi ricordano tanto la mia città. È quasi una seconda casa la Liguria per me. Bellissima. Buon serata, Debora.

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    1. La Liguria è la mia regione 'adottiva' e, come te, cara Veronica, la amo infinitamente.
      E'a Genova che ho studiato ed è lì che mi sono sposata (nelle sale di Palazzo Doria Tursi). Successivamente, per motivi di lavoro e per seguire un altro percorso di studi a Pisa, sono tornata in Toscana, ma il mio cuore è rimasto imprigionato tra i caruggi e le scogliere.

      Ti auguro un sereno giorno
      Debby

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  3. Purtroppo ho pochissimo tempo per descriverti tutte le emozioni date da queste immagini e poesia. Il paesaggio dicondo sia un termine astratto, è il nostro descriverlo e vederlo, i nostri occhi che ne danonano tutta la loro bellezza. Oltre alle descrizioni di grandi poeti e romanzieri mi viene da pensare a Monet e Renoir quando all'aperto si dilettavano a dipingere uno stesso paesaggio, a vederne le opere sembrano due luoghi diversi, è la nostra anima a volte che ne determina la bellezza, il nostro guardare e non solo vedere, come hai fatto tu donandonecene tantissima.

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    1. M'inchino a cospetto dei tuoi splendidi complimenti cara Alessandra ringraziandoti di cuore!
      Come osservi tu, il paesaggio non è solo quello oggettivo, ma è quello che affreschiamo nella nostra memoria miscelando le tinte e le forme delle visioni alle suggestioni.
      Interessante e molto attinente, quindi, l'aneddoto al quale fai cenno: un prezioso elemento in più che arricchirà il mio forziere d'informazioni. Grazie:-)

      Un abbraccio
      Debby

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  4. Il mare, la sua forza vitale (quanto lo amo anch'io... come il cielo, ha così tanto da dire!)
    i colori, la loro energia emotiva
    i ricordi, folletti generosi di carezze e dispetti
    la personalità di ognuno,unica, ammaliatrice
    i versi scaturiti dalla magia di una sentire e di nostro ritrarre
    e l'anima, l'anima bella che di tutto ha sete, di tutto si riempie...

    infine tu, cara Debby, che il vento porti con te, facendo respirare anoi -dalle tue immagini e parole- brezze sbarazzine e profonde, con impensabile armonia.
    Grazie!

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    1. Grazie a te Patty, perché arrivi tu cara amica e giunge una cascata d'energia, un'onda impetuosa d'armonia; sei come un getto d'acqua fresca e cristallina nella calura di un torrido giorno d'estate, veramente!!
      Come esterni tu, la nostra anima è continuamente alla ricerca di tutto lo scibile del quale si cibano i nostri spiriti curiosi, aerei e costantemente affamata di scoperta e di vita!

      Un bacio e l'augurio di un sereno fine settimana
      Debby

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  5. Lerici,che luogo meraviglioso, ci sono stata quasi trent'anni fa proprio in questo periodo , c'era vento e mare mosso , che bei ricordi ! Me la porto nel cuore ,Lerici con il suo Golfo dei poeti, ed anche Portovenere e le Cinque terre . Un abbraccio

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    1. Cosa aspetti Ivana a tornare in quel luogo che ti si è scolpito così bene nei ricordi e nel cuore? Chissà...già ti vedo con la tela e il pennello a creare suggestioni magnifiche e turchesi di quel meraviglioso mare..
      Se deciderai di tornare fammelo sapere: mi piacerebbe conoscerti ed ammirare tutta la tua maestria!

      Un abbraccio
      Debby

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