Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione

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venerdì 4 novembre 2011



Un giorno

Un giorno
 abbandonai il buio degli inverni del cuore
e ti portai con me sulle scie delle mie aurore.
.
Atterrammo 
e calpestammo polveri rosse
d'una nuova terra.
Uno spazio senza barriere
fuori dal tempo
che l'eroe Väinämöinen aveva abitato.

Restammo a lungo
seduti sulle rive del Saimaa
e lì ci lasciammo rapire 
dai suoni narcotici dei boschi
dalle fragranze delle bacche stregate
dalle luci accecanti del Profondo Nord 
poi ci tuffammo in un Alba libera e cristallina
Camminando nelle stanze dei tuoi silenzi
ti guardai dentro e lì volli restare
poi le tue ciglia scivolarono sui tuoi occhi
ultimi pungenti quarti di luna
invitanti come i laghi di Suomi
azzurri come i cieli di Hanko
ed io scelsi..

Ti riavvolsi la mano 
e tu, rubandomi il respiro
inghiottisti il mio sapore 
di pioggia e di mare
di nuvole e sole,
di cristalli e di parole
Poi tornammo a volare
senza una meta
in balia delle parole
e in quel volo muto
all'ombra di betulle infinite
ti sussurrai..


 Dolce è il gusto di una terra
 Liquido il frutto di Suomi
 schiudi le labbra e lascialo scivolare
  desidero che arrivi lì...
  piano piano, fino al centro del tuo cuore..

                                             Debora S.






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