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“The higher we soar, the smaller we appear to those who cannot fly.” Friedrich Nietzsche |
Il volo, come ho già avuto modo di palesare, ha sempre esercitato su di me un’attrazione che va oltre ogni immaginazione e, nel corso di questi ultimi mesi, ho potuto constatare con piacere, per mezzo delle statistiche, che l’interesse nei confronti di questo tema è notevole anche tra i lettori.
In effetti l’azione del VOLARE, sia concreta che simbolica nell’ambito delle varie arti, ha sempre animato molto interesse e curiosità nel corso dei tempi da parte dell'uomo ed è per questo oggi punterò il telescopio di Grace Under Pressure verso l’alto proponendo alcuni modi in cui il volo è stato trattato nell'ambito della letteratura.
In effetti l’azione del VOLARE, sia concreta che simbolica nell’ambito delle varie arti, ha sempre animato molto interesse e curiosità nel corso dei tempi da parte dell'uomo ed è per questo oggi punterò il telescopio di Grace Under Pressure verso l’alto proponendo alcuni modi in cui il volo è stato trattato nell'ambito della letteratura.
Sono diversi i testi che parlano di volo e in ognuno di essi questa azione è raffigurata ed usata con significati diversi tra di loro.
Ho notato che gli scritti più antichi, specchio di periodi storici in cui il volo sembrava del tutto negato all’uomo, lo presentano come coraggiosa ma "folle" aspirazione a superare i propri limiti (l’Ulisse dantesco) oppure come totale abbandono alla fantasia (l’Ippogrifo dell’Orlando Furioso). Anche quando il volo cessa di essere un sogno impossibile (con l’invenzione della mongolfiera e dell’aereo), i poeti lo considerano più nella dimensione simbolica, che nella sua realtà: per esempio il Pascoli rivive l’innocenza dell’infanzia grazie al volo degli aquiloni; Gozzano vede nella farfalla trafitta il segno del tragico destino dell’uomo. Solo il futurista Marinetti appare affascinato dal volo meccanico; gli altri autori continuano a preferire quello degli uccelli e delle farfalle.

Jonathan Linvingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi del cibo e impara ad eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore quando sa di essere nel giusto nonostante i pregiudizi degli altri; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose a cui si dedica. Con Jonathan il lettore viene trascinato in una entusiasmante avventura di volo, di aria pura, di libertà.
"… vi dovete render conto che un gabbiano è fatto a immagine del Grande Gabbiano, è un’infinita idea di libertà, senza limite alcuno, e il vostro corpo, da una punta dell’ala a quell’altra, altro non è che un grumo di pensiero." I giovani gabbiani lo guardavano, stupiti …il gabbiano Fletcher, a un tratto, per un attimo, li vide come veramente erano, e sorrise: non soltanto gli piacevano, li amava… aveva cominciato ad imparare."

Nella letteratura italiana invece è la penna del Pascoli, attraverso il simbolo di un aquilone, ad interpretare Il volo come NOSTALGIA DELL’INFANZIA.
L'AQUILONE
Come un fiore che fugga sullo stelo esile, e vada a rifiorire lontano
S'innalza; e ruba il filo dalla mano
...mentre nel testo dannunziano "Forse che sì forse che no" , il protagonista, pioniere dell' aeronautica, Paolo Tarsis , sfrecciando a bordo della "rapidità che striscia" nella campagna mantovana immagina di veleggiare leggiadro nell' aria, come gli uccelli che lo sorvolano:
" E dal balenare delle rondini, sul fiso sguardo degli stagni, gli si compose l' immagine del suo volo."
E immaginò di condurre non la rapidità che striscia ma quella che solleva; immaginò di ritrovarsi nella lunga fusoliera che formava il corpo del suo congegno dedaleo tra i due vasti trapezi di frassino di acciaio e di tela, dietro il ventaglio tremendo dei cilindri irti d'alette, di là dai quali girava una forza indicibile come l'aria: l'elica delle curvature divine"
Molti altri scritti del "Principe di Montenevoso" fanno riferimento al volo, sia leggendario sia contemporaneo. Egli sarà inoltre concreto protagonista a del volo su Vienna a bordo di un biposto della squadriglia " Serenissima" (video sopra).
Molti altri scritti del "Principe di Montenevoso" fanno riferimento al volo, sia leggendario sia contemporaneo. Egli sarà inoltre concreto protagonista a del volo su Vienna a bordo di un biposto della squadriglia " Serenissima" (video sopra).
L’ALBATROIl Poeta assomiglia al principe dei nembi
Che abita la tempesta e ride dell'arciere;
Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
Per le ali di gigante non riesce a camminare.
Ciao Debby,
RispondiEliminasinceramente devo dirti che l'idea di volare nel vero senso del termine , mi fa una certa impressione . In senso metaforico invece ho desiderato spesso di" spiccare il volo verso orizzonti migliori" . Per quanto riguarda la pittura più di qualche volta mi son ritrovata a desiderare che avvenisse un "decollo"...
Un abbraccio
Ciao Ivana cara,
RispondiEliminasai che volo anch'io in senso metaforico? Sob....claustrofobia. :-(
Però sono convinta che un domani realizzerò il mio desiderio e le mie scapole (spero!) si trasformeranno in ali.
Come te penso che volare sia aspirare ad orizzonti migliori, luminosi e meravigliosi come le tue pitture che sono convinta siano già decollate poiché sono intrise di talento, di passione e d'infinita armonia e bellezza e tutto ciò che è così è destinato ad ascendere..
UN ABBRACCIO